Ciao!
Mi rendo conto che questo blog, nato come un mero diario di disegni sta mutando in altro, perchè segue la mia metamorfosi intera. Dopo il traguardo dei 30 anni ho capito che il mio amore combinato per la scrittura e il disegno, che nutro fin da piccola, non doveva sfociare nel fumetto, come di fatto non è stato, ma piuttosto nei libri illustrati. Nei libri con qualche illustrazione. Nei libri e basta.
Quindi credo che, per evitare di aprire un ennesimo blog, le narrazioni che ritengo importanti condividere con il mondo, le continuerò a raccogliere in questo diario.
Oggi voglio gridare al mondo che LA TIMIDEZZA NON è UNA MALATTIA.
Fin da piccola sono stata considerata diversa, sia per il mio nome poco usuale, sia per il modo di comportarmi, o piuttosto di isolarmi. Lo so, i bambini devono giocare con gli altri e a me piaceva questo ma ho avuto molte brutte esperienze, allora ho deciso di lasciare perdere l'approccio diretto. Giravo intorno alla cosa e, se un bambino era abbastanza spigliato o furbo, capiva il mio interesse per lui e alla fine ci ritrovavamo a parlare e condividere le nostre passioni.
Questo atteggiamento che io pensavo fosse solo un: ragionare, studiare la situazione ed analizzare i minimi dettagli per scegliere la strategia migliore dagli altri viene definita timidezza.
A me viene spiattellata in faccia due o tre volte al giorno in modo crudo o più mascherato ma sempre della stessa cosa si parla.
Credo che esistano diverse timidezze alcune più marcate ed altre solo accennate, alcune che sono sempre sullo stato on e altre per le quali si può, talvolta, spegnere l'interruttore.
Io so di essere timida e so che la mia timidezza con gli anni è cambiata, a sentire gli estroversi, sono migliorata, ergo è diminuita, ma non sono riuscita a mandarla via del tutto.
Vi dirò di più io NON voglio mandarla via del tutto: in fin dei conti si tratta del mio carattere, chi vorrebbe mai fare tabula rasa di tutto ciò che lo connota? Che mondo sarebbe se la timidezza sparisse, inventando una cura per questo fantomatico morbo che colpisce un buon 40% della popolazione?
Nonostante questo mi sento molto penalizzata soprattutto quando incontro persone nuove o quando sono alla ricerca di un lavoro, dico sempre:"quelli che non mi danno fiducia e si fermano alla mia timidezza non sanno cosa si perdono!" Quando devo rivolgermi ad una platea o solo ad alcune persone nuove, mi trovo molto in imbarazzo: sudo, balbetto, a volte non mi vengono le parole, divento rossa e mi tremano le mani, non posso farci niente è così.
Ma se ho un attimo in più di tempo, si risveglia la mia vena di indagatrice, riesco a studiare la situazione e collocarmi perfettamente nel nuovo posto, relazionandomi con le altre persone e mi mimetizzo nella folla. Purtroppo molti non mi danno tempo e non mi permettono di esprimermi e quando scoprono, per vie traverse, tutto quello che sono riuscita a fare nonostante la mia timidezza: viaggi da sola, escursioni verso l'ignoto, sfide con il pericolo come compagno di viaggio, mi dicono "ma come è possibile? tu sei timida".
Se anche voi siete tra quelli che ritengono le persone timide malate sappiate che dentro hanno un tesoro, hanno bisogno del doppio dello sforzo per raggiungere anche i traguardi più semplici, ma hanno anche il doppio della soddisfazione e della felicità quando ci riescono. Hanno una capacità di analisi e inventiva invidiabile perchè, a differenza di quelli che si parlano addosso e sono capaci solo di lodare il proprio operato, osservano ed analizzano. In questo modo riescono: ad affrontare in modo intelligente le situazioni nuove, a trovare un' empatia con chi gli sta accanto e ti sorprendono sempre, con un idea a cui non avevi pensato.
Ho deciso di scrivere questo articolo perchè per l'ennesima volta mi sono dovuta sentir dire:"ma tu sei timida" volevo sottolineare un' altro fatto, purtroppo io sono timida ma sono anche una donna, e nei giorni scorsi ho avuto modo di scontrarmi con delle mentalità maschiliste all' ennesima potenza.
Io sono abituata a dover lottare, perchè alcune mie passioni sono prettamente maschili e mi ritrovo spesso a sgomitare per far sentire le mie idee, per dare loro valore, quindi di solito mi scivolano sopra commenti come" ma che ne vuoi capire tu che sei una donna". quando sento queste ignobili parole mi rimbocco le maniche e mostro la mia maestria realizzando qualcosa di buono, qualcosa di ottimo superiore a quella della media. Questa volta però mi sono proprio risentita, all' udire:".. questa cosa la fai tu perchè io non so farla, di solito me lo fa la segretaria...", unita ad altri commenti poco felici su magistrati donne. Si perchè queste perle sono uscite dalla bocca di un avvocato, almeno a sua detta. Inizialmente mi sono infuriata, ma ora, ragionandoci a mente fredda, come per tutte le cose, compresa la timidezza, proporrei uno sciopero di tutte le donne verso questi uomini che sono INCAPACI. Incapaci anche di capire che sono incapaci, li lascerei nella loro ignoranza per vedere se è solo pigrizia quella che li contraddistingue o si tratta proprio di non arrivarci, a fare certe cose.
Come di consueto, essendo questo, un blog di fumetti, vi lascio alcune tavole sulla timidezza, non credo di averle pubblicate già, in questo caso, repetita iuvant.
giovedì 15 marzo 2018
venerdì 12 gennaio 2018
Il fortuito incontro tra Karen Blixen ed Emiliano Zapata
Ciao!
Oggi, per non farvi annoiare, vi propongo una cosa diversa, ho scoperto nelle mie lunghe giornate a casa da sola che mi piace molto scrivere e forse ho capito che la mia vocazione, in fin dei conti, non è disegnare ma scrivere, quindi mi sono imbarcata in un altro sogno irrealizzabile quello di diventare una scrittrice...non so come mai, forse dipende dai miei geni che sono stati influenzari un po' anche dal mio nome! non vi svelo altro potete leggere tutta la vicenda in questo breve racconto, non poteva mancare un'illustrazione, in fin dei conti questo è un blog dedicato ai fumetti XD.
Io credo che i genitori quando mettono i nomi ai figli non
ci pensino poi così tanto, perchè alla fine si fanno prendere da una sensazione,
da un attimo e scelgono. Inutili sono i mesi infiniti a fare gli elenchi, a
sfogliare libri, a farsi venire in mente un'idea geniale perchè alla fine tutti fanno sempre la scelta più sbagliata. Presi
dalla fretta e dall'emozione del momento ti appioppano quel nome là, tanto non sono loro a doverselo portare
dietro per tutta la vita.
Non è vera quella credenza che dice che: da quando il nome
viene assegnato a te, proprio a te, tutta la storia che c'è dietro svanisce e
quell'appellativo diventa il tuo. Se credete in questo, avete letto troppe
riviste patinate che vi hanno spento qualsiasi desiderio di pensiero autonomo.
Se vi chiamate Shally perchè era il personaggio della serie
TV preferita da vostra madre, porterete per sempre con voi un po' di quell'aria
svampita della ragazza bionda della porta accanto, anche solo nell'attimo in
cui dovrete giustificare questo appellativo esotico, quando invece siete
italiani doc. Menomale che desso, sempre di più, si sta attuando un mix di
culture, con le migrazioni dei popoli nel mondo, così se qualche anno fa il nome
Aamir era quasi sconosciuto adesso se lo gridate per strada almeno 2 o 3
persone si girano. Anche internet dà una grande mano, troverete che nel mondo
ci sono tantissimi Aldomariagiuseppealfonso e non vi sentirete tanto soli.
Sono fortunati quelli che si vedono rinnovare il nome di un
nonno, anche se questo si chiamava Benito, almeno è una cosa che rimane in
famiglia. Conoscerete benissimo la storia del vostro avo o comunque avrete
qualcuno che l'ha conosciuto a cui potrete chiedere, che vi dirà che era senz' altro un grand uomo. Voi
porterete un po' del suo sangue e anche se il nome non vi piace, potete legarlo ad un'idea
di famiglia che vi farà comodo nei momenti bui, dandovi coraggio ed un calore
inaspettato. E' come se i vostri avi, che hanno portato lo stesso vostro appellativo ,veglino sempre su di voi, o almeno, saprete che se il nome non vi piace, qualcuno
altro prima di voi ha dovuto soffrire allo stesso modo.
Sappiatelo, i genitori non servono mai per semplificarvi la
vita, al massimo ve la complicano un pochino di più, quando è già tanto
difficile da sola, anche solo mettendovi un nome.
Sono sicura che fino ad ora non avete mai pensato a questa
cosa ma ogni tanto, sono sicura anche di questo, avreste desiderato chiamarvi
in un altro modo, no, non dico in una chat, ma nella vita reale. Non conta
farsi cambiare nome all'anagrafe, il vostro primo appellativo è inciso nella
vostra mente come fuoco; le vostre cellule cerebrali non lo dimenticheranno
tanto facilmente. Ecco perchè si è tanto propensi a farsi dare dei soprannomi e
storpiare il proprio nome, per ubriacare il proprio senso critico e fargli
pensare che, in fin dei conti, il vostro nome è perfetto.
Io non riesco ancora a farmi una ragione del nome che mi è
stato assegnato, lo so, lo so, dovevo essere un maschio ed i miei, all'ultimo
momento, hanno dovuto ripiegare su qualcosa. Da mia mamma che era una femminista
convinta ed aveva tantissime alternative, tante eroine e donne cazzute, però mi
sarei aspettata qualcosa di meglio. Tra tutte queste possibilità però ha scelto
Karen..."ma come mai questo nome?", la risposta a questa domanda la ripeto da quando
ho cominciato a parlare:"deriva dalla scrittrice Karen Blixen" che in
realtà si chiama Karen Dinesen; Blixen è
il suo cognome da sposata, che atto femminista, prendere il nome del marito. Le
mie informazioni su di lei finiscono qui, non ho mai voluto, in 30 anni di vita,
leggere un suo romanzo o anche informarmi sulla sua biografia, solo pochi anni
fa ho visto qualche sua foto. In questo momento, in cui mi ritrovo a
scrivere, questo breve racconto, sto leggendo frasi sporadiche su internet
perchè non voglio conoscere, non voglio sapere niente di questa persona che mi
ha rovinato la vita.
Ah, voi parlate bene e magari vi chiamate Francesca, Maria o
Giorgia, ma negli anni '90 qui in Italia non c'erano tante Karen e mi ritrovavo
ad essere chiamata: Katia, Carmen e Karim (che poi è un nome da maschio). La
cosa che mi faceva più imbestialire era, però, vedere il mio nome con la c.
Questa è una mia tara mentale perchè, con il suono non si può capire se ci va una c o una k; esistono
tante Erica ma anche Erika e tante Katia ma anche Catia e si pronunciano tutte
allo stesso modo. Io, però, proprio non sopporto veder scritto Caren.
Adesso arrivati nel 2018, con i social come grande fratello,
che ci spiano senza che nessuno se ne renda veramente conto, non è difficile
trovare delle Karen e quando dico, che ho passato un' infanzia di merda per
questa cosa, la gente non capisce.
La colpa di tutto ciò e senz' altro di Karen Blixen perchè
il mio nome deriva da lei, ed io penso sempre che se mi hanno voluto dare
questo appellativo volevano augurarmi una vita come la sua, non so se dal punto
di vista di prendere la sifilide e rimpiangere nella mia vecchia l'Africa o se
volevano che sposassi qualche nobile per convenienza. Menomale che per il
momento non si sta verificando nessuna di queste cose ma non mi va giù che
debba essere legata a questo personaggio, sempre e di continuo.
Vi racconto una storia, malauguratamente anche io ho
conosciuto un'altra bambina, ora ormai donna, che si chiama Karen ed è tutta
colpa mia se le è stato appioppato questo epiteto. Mia nonna aveva la barbara
usanza di urlare ripetutamente il mio nome quando era pronto in tavola ed io
ero persa nei meandri del giardino a correre dietro ai gatti o piantare chiodi
in lerce tavolette di legno. Ancor più malauguratamente una famiglia che stava
aspettando una bambina, si era trasferita per un periodo vicino a noi e
sentivano il mio nome disperso nell'aria continuamente. Hanno deciso di
raccoglierlo e darlo anche alla loro figlia. Quindi questa bambina si chiama
Karen perchè una loro vicina aveva una nipote con questo nome,e se questa
bambina dovesse odiare il suo nome farebbe brutti pensieri su di me. Forse
questo è il motivo della mia sfortuna perenne, ma comunque non ha niente a che
fare con Karen Blixen. Lei potrebbe ricercarmi, tanto io abito sempre nello
stesso posto, guardarmi negli occhi e dirmene quattro, ma io non posso andare a
ritrovare questa scrittrice ormai morta per affibbiarle la colpa.
Sono fermamente convinta che un nome, se collegato ad una
persona o personaggio famoso, influenzi in parte la persona che lo riceve, io
non voglio essere come Karen Blixen tranne che mi piacerebbe molto essere una
scrittrice. Ecco l'ho ammesso e questo dimostra, che il mio pensiero è sensato:
i nomi condizionano tutta la vita di una persona.
Qualche anno fa ho avuto il piacere di incontrare un ragazzo
il suo nome era, anzi è, semplice ma allo stesso tempo, non banale: si chiama Emiliano.
Mi è piaciuto subito, anche se ho avuto sempre il terrore di scriverlo "Emigliano"
e farlo andare su tutte le furie. Lui però mi ha detto che l'errore che più
spesso commettono quando lo chiamano e urlargli dietro
"Massimiliano!". Penso che la gente non ascolta, come si fa a
scambiare Emiliano per Massimiliano?! Dopo questa storia non mi sono sentita poi
così sola, mi sono detta:" se sbagliano il suo nome, che è così semplice e normale, è normale che il mio viene indovinato solo dal 60% dei miei interlocutori". Con
il tempo la % è cresciuta, negli anni '90 era solo il 10%.
No, la storia non finisce qui perchè dopo un po' di
tempo che ci raccontavamo i fatti strani della nostra vita, mi confessò che il
suo nome non era solo Emiliano ma si chiamava Emiliano Zapata e poi il cognome.
Lui si chiama con: il nome ed il cognome di un personaggio
famoso, non può sfuggire, è in trappola, in questo caso non servono le
domande "ma come mai questo nome?", è palese!
Per chi non lo sapesse, compresa me, grazie Wikipedia ho
scoperto che Emiliano Zapata è un politico e rivoluzionario messicano, ridistribuì le terre
a chi davvero le coltivava, iniziando un movimento contadino per far acquisire
diritti ai più poveri.
Suo padre ha voluto chiamarlo così perchè, poco prima della
sua nascita aveva letto un libro che parlava di questa figura e senz' altro ne era rimasto molto colpito, gli è piaciuta così tanto che ha voluto dare al figlio quel
guizzo rivoluzionario, che infatti caratterizza a pieno l'Emiliano Zapata nato
nel 1987.
Ecco, questa si che è la fine del racconto, credo che nella
realtà Emiliano Zapata e Karen Blixen non si sarebbero mai potuti conoscere, anche se hanno vissuto tutti e due alla fine
dell'ottocento, erano in due continenti diversi ed avevano
interessi completamente opposti. Però nel ventunesimo secolo si sono incontrati, si sono piaciuti e sono andati d'accordo
subito; forse questa è una buona cosa, i nomi possono fare incontrare destini
diversi e personaggi molto lontani tra loro, in modo inaspettato.
Non è nei miei pensieri fare una figlia ma mi piacerebbe
chiamarla Frida...cosa dite? Le auguro una vita di sofferenze ed un unico
sopracciglio? Eh si avete ragione, forse dovrei pensare ad un nome che non ha
avuto nessuna prima di lei.
giovedì 14 dicembre 2017
Inverno- disegno da colorare
Ciao!
Avevo detto più di un mese fa ormai che mi sarebbe piaciuto pubblicare un disegno da colorare almeno per ogni stagione. Ed ecco qua, ho fatto quello dedicato all'inverno. Il Natale non mi ispirava abbastanza. Spero vi piaccia.
Stampatelo e coloratelo come più vi piace :)
martedì 12 dicembre 2017
Il fantastico viaggio dei regali di Natale
Ciao!
E' da un po' che non scrivo, sono molto indaffarata, pensate che questo fumetto l'ho pensato più di una settimana fa e solo ora sono riuscita a realizzarlo, male come sempre, ma è già qualcosa.
Vi invito a condividerlo con tutti i vostri amici naturalmente citando il mio blog ;)
A chi non è mai arrivato, a Natale un regalo poco gradito? E' successo proprio a tutti quindi tanto vale che ci ridiamo su.
Io ho trovato ad un mercatino un regalo con tanto di bigliettino dentro, chi l'ha ricevuto non ha avuto nemmeno la premura di toglierlo XD
E' da un po' che non scrivo, sono molto indaffarata, pensate che questo fumetto l'ho pensato più di una settimana fa e solo ora sono riuscita a realizzarlo, male come sempre, ma è già qualcosa.
Vi invito a condividerlo con tutti i vostri amici naturalmente citando il mio blog ;)
A chi non è mai arrivato, a Natale un regalo poco gradito? E' successo proprio a tutti quindi tanto vale che ci ridiamo su.
Io ho trovato ad un mercatino un regalo con tanto di bigliettino dentro, chi l'ha ricevuto non ha avuto nemmeno la premura di toglierlo XD
Buone feste a tutti :)
venerdì 27 ottobre 2017
1990-2017 - in fin dei conti le cose non sono di molto cambiate
Ciao!
Siccome sono costretta a stare a casa in quanto nonostante mandi CV su CV, nessuno mi chiama a lavorare, approfitto per disegnare. In particolare ho in mente di fare alcuni fumetti sulla vita di oggi: il fatto che si sta sempre con i cellulare, che ci sono persone che non si rendono conto che su fb tutti possono leggere i loro commenti, ecc. Ma non è facile trovare un modo accattivante per parlare di queste cose quindi proprio perchè negli anni '90 sono stati investita da una bicicletta ed ieri da uno di questi aggeggi con due ruote, non mi dite che ha un nome non lo voglio sapere, ho pensato a questa tavola ;)
giovedì 26 ottobre 2017
I panni - nuovo episodio della mia autobiografia a fumetti "com' è difficile essrere Karen"
Ciao!
Oggi nuovo episodio della mia autobiografia a fumetti; vi mostro il mio rapporto di amore ed odio verso i panni. Vi parlo di tutta la filiera: dal lavaggio all'asciugatura. Si tratta di alcune tavole che ho realizzato diversi anni fa ma solo in questi giorni mi sono decisa a terminare. Spero che per voi il rapporto con i panni non sia così conflittuale.
venerdì 20 ottobre 2017
La Semplicità - Nuovo capitolo della mia autobiografia a fumetti "com'è difficile essere Karen"
Ciao!
Oggi volevo dirvi, come sempre, che sono depressa :( per riprendermi sto disegnando tanto, mettendo su carta i miei sentimenti e le mie emozioni. Mi hanno fatto di nuovo arrabbiare dicendo che i miei disegni sono troppo comlessi e devono essere più semplici, ma perchè? E soprattutto non è vero!
Quindi ho deciso di farci un fumetto, non solo sui miei disegni ma sulla semplicità in generale!
PERCHE' ESSERE SEMPLICI QUANDO POTETE ESSERE COMPLICATI? Soprattutto: essere semplici non è un complimento soprattutto per le ragazze, noi siamo un vaso di pandora da scoprire, un'esplosione di controsensi ed un fermento di idee! Per favore non sminuitevi dicendo che siete semplici.
Oggi volevo dirvi, come sempre, che sono depressa :( per riprendermi sto disegnando tanto, mettendo su carta i miei sentimenti e le mie emozioni. Mi hanno fatto di nuovo arrabbiare dicendo che i miei disegni sono troppo comlessi e devono essere più semplici, ma perchè? E soprattutto non è vero!
Quindi ho deciso di farci un fumetto, non solo sui miei disegni ma sulla semplicità in generale!
PERCHE' ESSERE SEMPLICI QUANDO POTETE ESSERE COMPLICATI? Soprattutto: essere semplici non è un complimento soprattutto per le ragazze, noi siamo un vaso di pandora da scoprire, un'esplosione di controsensi ed un fermento di idee! Per favore non sminuitevi dicendo che siete semplici.
Il fumetto poteva anche finire qui ma ho pensato di aggiungerci una parte per sottolineare la mia personale frustrazione nel dover sentire troppo spesso che i miei disegni sono sempre troppo complicati. (Credo che chi dice questo voglia intendere qualcos'altro ma lo dice usando sempre e solo le parole: semplice e complicato).
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